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08 May 2017

Transessualità e diritti: incontro all'Università di Udine

Lunedì 8 MAGGIO
alle ore 17:00
presso La Feltrinelli Libri e Musica Udine
Presentazione di "Diritti in Transito. La condizione giuridica delle persone transessuali" di Anna Lorenzetti

Discutono del volume insieme all’Autrice:
Pina Rifiorati – Presidente del Comitato pari opportunità, Ordine degli Avvocati di Udine
Laura Scati – Psicologa 
Patrizia Fiore – Avvocata in Udine, Socia di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford
Nacho Quintana Vergara – Comitato Pride FVG

Modera: Francesco Bilotta – Dipartimento di scienze giuridiche, Università di Udine


Il tema del transessualismo presenta interessanti spunti di riflessione sotto molteplici profili. Il volume intende offrire un’analisi delle questioni che il “transito”, ossia il percorso di cambiamento da un sesso all’altro, determina, in particolare, quanto al diritto alla salute, alla famiglia – e dunque alle questioni che riguardano il matrimonio e la genitorialità – e al lavoro, ambito in cui sono frequenti trattamenti discriminatori. 

Il transessualismo è la condizione umana di chi non si riconosca nel proprio corpo e voglia perciò adeguare la propria esteriorità al genere percepito sul piano psicologico. Si tratta quindi di un tema che consente di osservare l'universo giuridico attraverso un prisma del tutto particolare.
L'ordinamento italiano consente di modificare il sesso assegnato alla nascita e di vivere una nuova identità corrispondente al genere cui si sente di appartenere.
Il "transito" da un sesso all'altro solleva numerosi interrogativi giuridici, in particolare quanto al diritto alla salute, alla famiglia - con l'ovvio riferimento al matrimonio e alla genitorialità - nonché al lavoro, ambito in cui sono frequenti trattamenti discriminatori.
Un elemento sembra criticamente emergere nelle vicende del transessualismo, ossia l'indebolirsi dei diritti e delle garanzie individuali durante il "transito", fase particolarmente fragile dell'esistenza umana di chi lo vive.
Al fine di garantire una maggiore stabilità della condizione giuridica delle persone transessuali, si propone una soluzione "costituzionalmente preferibile", coerente con la piena assunzione del principio di uguaglianza compiutamente declinato.